LE MANI IN PASTA DA 4 GENERAZIONI 


Luigi Dametto
ed il Pastificio Elettrico

Nato nel 1880, il fondatore Luigi Dametto era un uomo alto più di due metri, con un cappello sempre calato in testa ed i piedi così lunghi che si doveva far fare le scarpe su misura.
Non aveva potuto studiare, ma mentre si guadagnava da vivere con l'impiego di "stradino" comunale, apprende da sé i primi rudimenti della scienza idraulica ed elettrica.

È così che nell'arco di un decennio riesce a costruire, sfruttando i canali irrigui derivati dal vicino Piave, tre cabine idroelettriche che alimentano altrettanti pastifici, una segheria, un mulino a cilindri ed un maglio.

È la storia di un uomo di umili origini, che attraversa due guerre mondiali, la crisi economica del 29, la prima industrializzazione del Paese, che grazie al suo interesse per la tecnologia ed il progresso diventerà protagonista del suo tempo.
Porterà l'elettricità alla nascente industria del territorio, ma sarà anche coinvolto nella costruzione di importanti vie di comunicazione e di una delle prime tranvie elettriche, ricevendo infine la nomina di Commendatore della Repubblica.

È nel 1925, all'età di 45 anni, che Luigi darà vita al Molino e Premiato Pastificio Fratelli Dametto a Biadene di Montebelluna. La sede scelta è davvero particolare: si lavora addirittura in un'antica villa veneta.
Il suo intendimento è quello di assicurare un futuro ai figli (oltre al mulino ed al pastificio avvierà anche una segheria: sono attività per cui la disponibilità di energia elettrica rappresenta un grande vantaggio competitivo). Il figlio Tancredi è coinvolto quasi da subito nelle attività del pastificio, che si sviluppa nel corso degli anni 30 e non si ferma neppure durante la seconda guerra mondiale.





La prima sede del Pastificio Elettrico Moderno fratelli Dametto L., in Biadene di Montebelluna, come si legge sull'insegna, in una foto degli anni '20 del secolo scorso (Archivio Istituto regionale Ville Venete).